Click, piccoli fotografi grandi storie

Un progetto pensato per far volare i sogni e sostenere il talento di bambini e ragazzi in situazione di disagio sociale e economico. Dall’Italia all’India, grazie alla fotografia.
La creatività, la libera espressione del proprio talento, la condivisione di idee. Dentro il progetto Click. Piccoli fotografi, grandi storie c’è tutto questo e molto di più. Di cosa si tratta? Di un progetto di fotografia sociale che collega l’Italia all’India e rappresenta un’opportunità.
La onlus Namastè da quindici anni opera nel sud del Kerala seguendo oltre mille bambini, in casa famiglia o nelle famiglie d’origine, e gestendo cinque asili e dodici centri studio. Ora Claudine Tissier e Fabio Campo, alla guida della onlus, hanno chiamato a raccolta alcuni amici fotografi, tre professionisti motivati e pronti a partire: Gianluca Polazzo, Giuseppe Tangorra, Renato Greco. Saranno loro a offrire ai bambini e alle bambine delle case famiglia di Namastè l’occasione di confrontarsi e giocare con le immagini fotografiche. “Dapprima riflettendo su alcuni semplici elementi del linguaggio fotografico per comprenderne l’immenso potere espressivo e comunicativo – spiegano gli ideatori del progetto (nella foto qui sotto) – E poi cimentandosi con le macchine fotografiche per raccontare storie personali e collettive da condividere con altri”.
click-fotografi“Siamo consapevoli dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi i linguaggi dell’immagine. Riteniamo che una prima chiave di lettura del linguaggio fotografico permetterà ai ragazzi di partecipare più attivamente e in maniera più consapevole nel mondo della comunicazione globale. In particolare crediamo che attraverso l’immagine fotografica i ragazzi potranno raccontare sé stessi e il mondo che li circonda, secondo alcune semplici direttrici: soffermarsi su alcuni aspetti della vita quotidiana (il gioco, lo studio, il tempo libero), illustrare i luoghi, i paesaggi in cui si vive (la casa, la strada per la scuola, il villaggio, la gente, la natura circostante), riflettere sul rapporto con gli altri, dagli amici ai grandi, comunicare stati d’animo ed emozioni”.
La fotografia, dunque, per poter immaginare un futuro. Nonostante la povertà, la fatica, le pochissime risorse. La fotografia per catturare la bellezza di un paesaggio, la vita della comunità, un attimo di gioia, l’emozione di una prima volta. E conservarne, per sempre, il ricordo.
Al termine dell’esperienza verranno stampati alcuni scatti da esporre in mostre itineranti e verranno realizzati un libro fotografico e un documentario.

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