La mia foto

19-04-2016 20:06

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Cosa chiediamo a una fotografia? cosa vogliamo da un'immagine? Deve interessarci, deve emozionarci? deve raccontarci delle cose? Deve stupirci? Non lo sappiamo più.
Si potrebbe rispondere in modo affermativo a tutte queste domande insieme. Ma quello che è vero forse si può sintetizzare semplicemente in questo modo: CI SONO TROPPE FOTOGRAFIE IN GIRO.
Sono arrivate tutte insieme, all'incirca negli ultimi otto anni. Ci sono troppe fotografie nei nostri smartphone, nei nostri computer e nelle schede delle nostre macchine fotografiche. Sono un numero sterminato. Finiscono dappertutto, negli interstizi di WhatsApp, in quelli dei messaggi. Dentro le mail. Ovunque. Siamo oltre la saturazione del possibile.
Anche i video ci hanno invaso, ma con una differenza. Le foto si guardano comunque, non ne puoi fare a meno. I video scegli di vederli. La foto ti arriva senza neppure cercarla, il video devo trovarlo, dedicargli tempo, interromperlo a metà se non mi interessa.
La foto è un'esperienza inevitabile. Al punto che quando ti ritrovi di fronte un'immagine molto forte e molto impressionante cerchi di difenderti scacciandola, cambiando pagina, chiudendo gli occhi. Ti senti ferito, ti senti persino tradito. Qualcuno ti mostra ciò che tu non avresti voluto vedere.
Invece quando troviamo un'immagine che ci gratifica non facciamo altro che imitarla prima o poi, con una nostra foto, in un modo nostro. Appena se ne presenta l'occasione, appena è possibile.
I social di fotografia servono a questo: a ripetere immagini viste altrove, a tradurre vite di non fotografi in immagini che sembrano avere una loro forza. Ma quanto serve? e soprattutto cosa ci resterà di tutto questo? Le scatole delle vecchie foto rimangono in qualche solaio, dimenticate, persino nascoste. Nessuno ha voglia di scannerizzarle e archiviarle. Si tratta di verità grezze, di scatti che hanno poco da mostrare se non dei paesaggi, delle facce, ambienti che non sono stati ancora travolti dalla modernità.
Guardiamo quei vecchi scatti con un sorriso compiacente, affettuoso, ma restano lì. E poi non facciamo altro che scattare noi le foto, quelle nuove, e antichizzarle, dar loro effetti che le mostrano come venissero dal passato. Il passato della fotografia è qualcosa che non arriva fino ad oggi semplicemente perché l'iperfotografia non ha a che fare con il tempo, con quello che è stato. Ma è un altro linguaggio.
Oggi una foto non mostra quello che è stato. Mostra quello che scorre. Anche se sono ferme restano in movimento. Una dopo l'altra disegnano la giornata, la vita di ognuno e di quelli che ci stanno attorno.
Oggi non c'è giorno in cui non si possa scattare, non c'è momento che non sia adatto. Non c'è oggetto, anche quotidiano, anche banale, che non meriti uno scatto ravvicinato. Su Instagram ho trovato una volta un account che fotografa soltanto tappi di spumante. Con ogni tipo di luce, con ogni tipo di effetto.
A cosa serve? Serve come il fotografare ogni giorno i nostri figli, quando sono bimbi, quando giocano nelle loro stanze. E se hai cento foto in tre mesi del bimbo, il giorno che gli spunta il primo dentino sarà la foto numero 101, sarà una foto qualunque. Non puoi indagare i visi, non puoi indagare i luoghi. La foto è tornata a essere la radiografia, o se preferite la stenografia della realtà di cui parlava Baudelaire.
Il gesto di fotografare una volta era una scelta, una volontà, era un modo di sedere al tavolo delle identità portando con se un oggetto perfetto per capire: la macchina, con tutta la sua capacità di scrutare. Il soggetto fotografato lo sapeva, prendeva coscienza che il gioco era iniziato, ed entrava nella parte.
Il soggetto nfotografato poteva avere un'espressione sofferta, oppure poteva atteggiarsi a divo e diva, replicando gesti, espressioni e movimenti che aveva visto in immagini di persone celebri.
Nell'idea che la foto è sempre possibile, è del tutto ovvio che la vera foto non è mai possibile. Perchè tra una foto e l'altra non c'è più il silenzio: il silenzio dei giorni qualunque in cui la macchina è scarica, il silenzio del tempo che non ti permette il lusso di fotografare, di dedicarti a qualcosa che non ti appartiene come mestiere, ma è parte del libro degli affetti, come potremmo chiamare l'album di fotografie.
Come farò a lasciare ai miei figli le mille foto che ho fatto loro da bambini senza che io gli dica: sono queste le vere foto, queste dieci. Perché io so cosa c'era mentre le scattavo e so cosa c'era stato prima. La fotografia non è solo memoria e ricordo. La fotografia è consapevolezza, ed è capacità di guardare e guardarsi.
Ognuno deve sapere quale fotografia si porterebbe su un'isola deserta e soprattutto perché. Ed è una domanda obbligatoria proprio oggi che dobbiamo difenderci da questa inflazione di immagini che non riusciamo più a tenere a mente. Dobbiamo imparare a riconoscerla, a trovarla, a capirla. Scrollando di dosso selfie e narcisismi, e i troppi scatti figli della facilità del fotografare. Senza i filtri e senza i manierismi che ormai imperano nella fotografia.
Io ho ancora in mente quella mia fotografia in cui sorridevo a malapena, controvoglia, con quello sguardo intimidito, quell'obbedire alle parole del fotografo che mi avrà detto di stare fermo, e magari mi avrà detto di sorridere, e io sommariamente l'ho fatto.
Perché non ho sorriso come gli altri? perché non ero un bambino sorridente? Perché mi vergognavo? Perché non pensavo fosse giusto sorridere a comando? So che forse è quella la foto che mi porterei sull'isola deserta. Perché la mia infanzia è tutta lì. In quel tempo fermato in quello scatto. Dentro quella foto non c'è nulla se non lo sguardo di quello che avrei potuto essere.
Le isole deserte sono quello che sono, e le foto più care non si guardano troppo, si ricordano perfettamente e sono importanti perchè raccontano il passato trasformandolo in futuro. Ogni volta che riguardo quella foto leggo il futuro nei miei occhi di allora. Un futuro che conosco. Un futuro intatto, lungo come un passato, come una fantasia, come una vita fermata soltanto per ricordarmi che quello sguardo non è mai cambiato. E non sono cambiati i miei pensieri, dopotutto, e se non ci fosse quella foto, se non fosse rimasta dentro una scatola di cose diverse, di ricordi dimenticati, oggi non saprei veramente chi sono.

(Testo riadattato ai miei pensieri dalla lettura di un libro)

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Le mie foto di Lisetta Carmi

19-04-2016 12:57

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"Ho fotografato per capire", questo il titolo di uno dei libri che ho nella mia collezione di Lisetta Carmi. E per capire il significato di questa frase ho fotografato proprio Lisetta Carmi. Per farlo ho usato la mia fedele Hasselblad e per vedere il risultato ho scelto quello che considero uno dei migliori stampatori d'Italia, un artigiano, di quelli veri. Abbiamo seguito insieme passo passo tutto il processo di nascita della fotografia, dallo sviluppo alla scelta della foto che più rappresentava la mia emozione di quel momento (era quello che cercavo), alla stampa. Oggi il risultato è arrivato nella mia stanza dei viaggi ed è pronto per essere appeso con fierezza sulla mia parete!
Il mio ringraziamento quindi va a Giulio Limongelli, persona unica e GRANDE stampatore!
GRAZIE!

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PROSSIMI EVENTI

31-03-2016 18:01

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Si arricchisce il calendario eventi dei prossimi mesi.
ecco un piccolo aggiornamento:

29 Aprile 2016 : Statte (TA) - incontro con l'autore e mostra personale "In memory of...";
03/08 Maggio 2016 : Lanciano (CH) - presentazione del progetto "Click - piccoli fotografi, grandi storie" durante l'evento revolution fiof / immagina socialphoto street 6212
6 Maggio 2016 : appuntamento con l'inaugurazione del Med Photo Festival in Sicilia (Catania, Noto, Modica, Taormina);
29 Maggio/ 05 Giugno 2016 : Progetto "lo stato delle cose" che mi vedrà impegnato con altri fotografi italiani a L'aquila;
27 Giugno 2016 : Salice Salentino (LE) - relatore per FOTOARTE in Puglia con un discorso sulla fotografia e i viaggi.
30 giugno/30 luglio 2016 : India, kerala - progetto "click piccoli fotografi grandi storie"
15 settembre 2016 : Grottaglie (TA) - mostra personale e incontro con l'autore per la rassegna "Grottaglie foto festival"
Fine settembre 2016 : Novafeltria (RN) - semplicemente fotografare live 2016

Stay Tuned...

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Corso Base di Fotografia

27-03-2016 10:01

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Ci siamo!!

Sono partite le iscrizioni al primo Corso Base di Fotografia da me organizzato!

Il corso è aperto a tutti i possessori (e non) di qualsiasi macchina Fotografica e che abbiano desiderio di imparare ad usarla al meglio ed avvicinarsi al mondo del linguaggio fotografico.
Le lezioni si terranno a Triggiano (BARI). Farò 5 lezioni serali di 2 (due) ore oltre a 2 uscite (fine settimana) e una serata finale dedicata alla visione delle immagini prodotte.
Darò importanza a quella che è la storia della fotografia, cosa purtroppo da molti snobbata, facendo anche molti riferimenti alla stessa durante la spiegazione degli altri temi. Si parlerà poi di Composizione e modalità di scatto oltre all'utilizzo di Lightroom e alla spiegazione di quelle che sono le leggi che tutelano il Fotografo e il soggetto fotografato.

Per partecipare al corso è necessario prenotarsi via mail o tramite il modulo contatti di questo sito.
Il costo complessivo del corso è di 65.
Attenzione, si tratta di un'offerta per il primo corso, i successivi avranno un costo maggiore
Nel costo sono compresi gli 8 incontri totali più una stampa su carta baritata hahnemuhle formato a3 di una foto a scelta tra quelle prodotte.
il corso partirà raggiunti i 10 partecipanti.

Grazie,
Giuseppe Tangorra

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Partecipazione al MED PHOTO FEST

25-03-2016 16:57

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Ho conosciuto il Med circa un anno fa quando Walter, mio amico e direttore del mensile ClickMagazine, mi ha parlato della vincitrice del miglior portfolio 2015 (Aurora Bruno, che saluto). Ho voluto cosi proporre la mia candidatura per il Med 2016 (8° edizione) e ho avuto la bella soddisfazione di essere stato accettato ad esporre a questo bel festival della fotografia d'autore che si terrà in Sicilia per tutto il mese di Maggio.

Queste le mostre in programma : Lisetta Carmi (Italia), Raul Amaru Linares (Colombia), Aurora Bruno, Alessandro Ciccarelli, Giulia Fraticelli (Italia), Chulsu Kim (Corea), Andreas Kruppi (Svezia), Giulio Magnifico (Italia), Kosuke Okahara (Giappone), Colette Saint Yves (Francia), Giuseppe Tangorra (Italia) e Irena Willard (Francia).

tutte le informazioni qui
http://www.mediterraneum4.it/

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Intervista su La Repubblica

25-03-2016 16:48

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Su La Repubblica del 24 Marzo 2016 è uscita una mia intervista sui riti della settimana santa in Puglia. Ho dato alcuni consigli su quali riti un fotografo e/o turista dovrebbe fotografare e visitare per primi, ho parlato di quali sono i riti più importanti, su come organizzo i miei reportage legati ai riti processionali e infine del contrasto che c'è tra il mio essere completamente ateo e la ricerca della fede nei soggetti che fotografo.
Buona lettura

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25-03-2016 16:18 | |

Incontro con Lisetta Carmi

Il giorno 23 Marzo 2016 ho avuto la fortuna di essere ospite della fantastica Lisetta Carmi.
Lisetta, ora 92enne, mi e ci ha accolti in casa con un sorriso meraviglioso. Piccola di statura e purtroppo un pò sorda, ci ha fatti accomodare subito nel suo studio e ci ha raccontato tanti aneddoti bellissimi riguardanti la sua vita. Dell' incontro con Babaji in India, delle 20 fotografie fatte a Ezra Pound, e di suo marito Mauro! Abbiamo approfittato della sua gentilezza mostrandole alcuni scatti, le sue parole nei miei confronti sono state meravigliose e le dediche che mi ha regalato sui suoi libri mi riempiono di orgoglio. Mi piace pensare che si è riconosciuta nei miei scatti, perché in fondo anche io come lei, "ho fotografato per capire".
Conserverò gelosamente il ricordo di questa giornata passata in compagnia della storia della fotografia italiana e con il ricordo anche i 2 rotoli 120 di ritratti che mi ha permesso di scattare con la mia Hasselblad.
Grazie Lisetta, con ogni benedizione! OM.

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Incontro con l'autore (Lanciano, Chieti)

17-03-2016 20:21

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Incontro con l'autore (Lanciano, Chieti)

Mercoledi 16 Marzo 2016 si è tenuto un incontro con l'autore a Lanciano (Ch) presso lo studio Fotografico di Roberto Colacioppo.
Ho affrontato temi importanti come la preparazione ad un viaggio fotografico e il poter scattare senza essere invadenti in una terra che non si conosce.
Ho presentato i miei ultimi viaggi e alcuni progetti importanti come "Click, piccoli fotografi grandi storie"

Grazie a tutti i partecipanti e a Roberto per l'invito, oltre a Francesca e Alessio per la simpatia e l'assistenza!

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Workshop di Ritratto in sala di posa

17-03-2016 21:30

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Il giorno 18 e il giorno 22 Marzo 2016 terrò nella bella cittadina di Casamassima (Ba) un breve Workshop di gestione della luce per i ritratti in sala di posa.
Ogni viso racconta una storia e questa storia è celata fra i contorni, le rughe, le espressioni che rendono unica ciascuna persona. Spetta al fotografo ritrattista capire come dipingere e scolpire la storia dei suoi soggetti, e questo può avvenire solo tramite l'utilizzo di una giusta luce.

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